Sediamoci attorno al fuoco e, intorno a mezzanotte, raccontiamoci favole oscure.
L'internet ne è zeppa.
Leggende metropolitane, storie nerissime spacciate per vere.
I forum, i defunti forum (oppure viventi seguendo qualche URL ormai in disuso, dimenticato a causa della prepotenza dei social network) sono - erano - il terreno fertile di improvvisati narratori.




Le storie, i creepypasta che da queste menti brillanti sono nati sono, per lo più, eccelsi.
Hanno lo stesso effetto di quei racconti di paura, spesso raffazzonati o improvvisati, che noi da ragazzi ci raccontavamo d'estate, in riva al mare, o in qualche villa nel mezzo della campagna solitaria.

Quella dell'Uomo che sorride è una storia elementare nella sua composizione, ma forse proprio per questo efficacissima.
A noi tutti, infatti, è capitato di rincasare tarsi, a notte fonda.
È capitato che la strada di casa fosse deserta.
È capitato che sentissimo dei passi. Che ci fosse qualcun altro lì con noi.

Trattasi quasi nella totalità  dei casi di un viandante che se ne va per i fatti suoi. Magari sta tornando a casa anche lui e medesima domanda si sta ponendo riguardo voi, che occupate lo stesso marciapiede. Vi sta osservando come voi osservate lui e si sta domandando se, per caso, non siete un malintenzionato.

Ma, stavolta, il passante sorride. Guarda un punto imprecisato nel cielo e... sorride. E poi ha un'andatura strana, dinoccolata. Sembra quasi che danzi seguendo una musica silenziosa, che sente solo lui.

Voi scrollate le spalle e proseguite. E quel rumore di tacchi sulla pietra rimbomba. Anche l'Uomo che sorride avanza, si fa più vicino, vi fa rizzare i peli delle braccia e del collo.
L'Uomo che sorride fa ancora un passo, poi s'arresta a guardare in alto. E, nel momento in cui strizzate gli occhi per l'ansia, arretra, si volta e se ne va, in direzione opposta.

Anche voi vi allontanate, fate sette, otto, dieci passi. E lo sentite ancora.
L'Uomo che sorride corre, verso di voi.
E voi tremate, e la pelle di gambe e braccia si raggrinza.
Lo distanziate, superate l'angolo, non lo vedete più.
L'avete seminato.
Vi voltate.
È lì, a un passo. Sta sorridendo.





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