Restando in tema di sorrisi e di Creepypasta...
Anni addietro - bisogna in effetti risalire ai Novanta del XX secolo - qualcuno postò su Usenet l'immagine di un cane.



Si chiamava Smile.jpg (che suonava come un imperativo, smile, sorridi).
E mostrava una stanza in penombra, un husky che sorrideva alla fotocamera e una mano insanguinata protesa, nell'angolo opposto.
Coloro che l'avevano guardata erano impazziti in breve tempo.

Ma attenzione, la maledizione colpiva solo quelli che avevano avuto la sfortuna di imbattersi nel file originale.
Quindi se cercate in rete digitando "smile.jpg" sarà estremamente difficile risalire proprio all'inizio della storia.
Ammesso che quel post esista ancora.

I sintomi, dopo aver visto "il cane che ride", prevedevano un'escalation progressiva: da un'insensata ossessione, all'insorgere di visioni e incubi terrificanti, accompagnati dalla richiesta, pronunciata da una voce lugubre di "diffondere la storia" (e l'immagine, ndr).

Gli incubi, ricorrenti, andavano via via peggiorando, causando nei malcapitati insonnia e, in ultima istanza, pazzia.
Per moltissimi, naturalmente, l'unica via d'uscita dall'incubo era il suicidio.

Una storia originale, breve, di sicura efficacia. Una sorta di catena di sant'antonio dell'orrore, apparsa in realtà solo da una manciata di anni, ma fatta risalire ai Novanta.
Quel che è certo è che la sua forza si basa sulla foto. Impossibile non guardarla più del dovuto.






LASCIA UN COMMENTO

Back Back