La fatina verde che vive nell'assenzio vuole la vostra anima...

Ricordate?
Le parole del principe Vlad (Gary Oldman) che descrive a Mina Murray (Winona Ryder) nient'altro che un potentissimo rituale magico di traformazione: La Louche.
O, per meglio dire: Il rituale dell'assenzio di La Louche.



Per i profani, consiste nel posizionare di traverso sull'orlo del bicchiere (nel quale l'assenzio è già stato versato, ndr), un cucchiaio forato, e di solito finemente cesellato, posare su di esso un cubetto di zucchero e versarvi sopra e attraverso dell'acqua gelata.
L'acqua opererà il rituale dell'assenzio che, da verde brillante, assumerà quel colorito verdastro latteo.

In realtà, l'acqua sta, oltre che mutando la colorazione, mitigando la gradazione alcolica dell'assenzio, che si attesta intorno ai 70°.
Ma per il movimento avant-garde, che amava ribellarsi a tutto e a ogni cosa, questo era il rituale per evocare la Fata Verde.
Sì, quella che vive nell'assenzio.
E che, esattamente come fa mutare il colore dell'estratto, genera (si dice) una vera e propria mutazione nelle idee, e così nel pensiero e nel cervello stesso del bevitore.

Bevitore che, attraverso l'ispirazione fornita dalla fatina, avrebbe di seguito cambiato, in una vera e propria concatenazione di trasformazioni indotte, il mondo attorno a sé con la propria arte: poesie, quadri, romanzi.

I letterati sapevano come illudersi.
O forse di trattava di teleforce.
Quel che è certo è che la Fata Verde, in quel periodo, era qualcosa di più di una bevanda. Vera e propria incarnazione della metamorfosi, era ritratta nei quadri, nei cartelloni pubblicitari, descritta nelle poesie.
E La Louche assumeva, almeno per alcuni, forma di vero e proprio rituale pagano: almeno a guardare la forma bizzarra, ancorché inquietante, degli stumenti che partecipavano all'invocazione della Fata Verde.

E no, non si versava, come si vede in quell'altro film, l'assenzio sulla zolletta e infine nell'acqua. E tantomeno si dava fuoco alla zolletta, dopo.
Sono invenzioni. Invenzioni di una letteratura moderna che non crede più agli dei...




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